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No discriminazione dei disabili al cinema
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09-12-2011
No discriminazione dei disabili al cinema
AL CINEMA MAI PIÙ UN POSTO IN PRIMA FILA PER I DISABILI. SE NON PER SCELTA
Il tribunale di Reggio Emilia ha stabilito con un provvedimento che costringere una persona disabile alla visione di un film dalla prima fila corrisponde a un atto di discriminazione
ROMA – La società che gestisce un cinema commette un atto discriminazione nel costringere una persona disabile su sedia a ruote a vedere il film dalla prima fila. Lo ha stabilito un provvedimento (del 7 ottobre scorso) del Tribunale di Reggio Emilia. Il caso risale al febbraio 2007 e riguarda Enrico Fanticini, disabile costretto su sedia a ruote. Fanticini si era recato nel nuovissimo Cinestar di Reggio Emilia (oggi Uci Cinemas) insieme ad alcuni amici e, sebbene la sala fosse quasi vuota, era stato obbligato a posizionarsi negli appositi spazi riservati ai disabili, collocati in prima fila e a pochi metri dal maxischermo della sala 10. Enrico Fanticini si è rivolto al Tribunale per denunciare l’atto di discriminazione (ai sensi della Legge 67/2006): collocare un disabile sempre in prima fila (anche se la sala è quasi vuota) in una posizione in cui la visione del film è (molto) disagevole comporta un trattamento del disabile deteriore rispetto a quello riservato ai normodotati (che possono scegliersi posti migliori!). Dopo il rigetto della domanda in primo grado, Fanticini non si è arreso e – assistito dall’avvocato Fabrizio Corradi del Foro di Reggio Emilia – ha dato battaglia ai gestori del cinema reclamando la decisione.
Con la citata pronuncia, emessa a seguito di consulenze tecniche, il Tribunale ha ordinato la cessazione delle condotte discriminatorie e ha imposto l’esecuzione di lavori di ristrutturazione della sala 10 che consentano alle persone con disabilità di godere delle proiezioni con una visione equiparabile a quella degli altri spettatori (la decisione contiene anche la condanna delle società che gestisce il cinema alla restituzione delle spese di lite).
È il primo caso in Italia, ma analoghe decisioni sono state adottate dalle corti del Canada e degli Stati Uniti d’America (il primo caso risale addirittura al 1985: la Corte d’Appello del Saskatchewan, Canada, ordinò la ristrutturazione di un cinema in cui un soggetto su sedia ruote doveva collocarsi necessariamente davanti alla prima fila di sedie).
Commentano Fanticini e il suo legale: Riteniamo che la decisione del Tribunale di Reggio Emilia – che segue di poco quella assunta dal Tribunale di Roma riguardante l’adeguamento del trasporto pubblico della capitale alle esigenze dei portatori di handicap – costituisca un ulteriore e importante tassello verso l’eliminazione delle discriminazioni nei confronti dei disabili, a volte commesse per superficialità o per mancata considerazione delle loro esigenze”. (ep)
Fonte: Redattore Sociale




















