APPROFONDIMENTI

Eurispes presenta Rapporto Italia 2015: volontariato e Protezione civile fanno il pieno di consensi

FONTE CSVnet: 02 Febbraio 2015

La burocrazia sembra aver pervaso ogni aspetto della vita degli italiani, quasi fosse un "grande fratello" contemporaneo. Italiani che nell'81% dei casi sono convinti che la condizione del nostro Paese in questo ultimo anno sia peggiorata, tanto che sono sempre di più quelli che andrebbero a vivere all'estero. Se la fiducia dei cittadini nelle istituzioni diminuisce, le forze dell'ordine e le forze armate restano un punto fermo, così come il volontariato.

Sono solo alcuni dei dati emersi dal XXVII Rapporto Italia, presentato dall'istituto Eurispes lo scorso 30 gennaio a Roma.

Il Rapporto è costruito intorno a 6 dicotomie: coraggio/rinuncia - cittadinanza/sudditanza - morale/diritto - naturale/artificiale - città/campagna - presente/futuro, attraverso le quali sono stati analizzati i principali fenomeni sociali, economici e politici che hanno interessato l'Italia. Hanno partecipato e contribuito a fotografare la situazione della nostra società 1.042 cittadini e la rilevazione è stata effettuata nel periodo compreso tra il 15 dicembre 2013 e il 5 gennaio 2015.

L'indagine ha fatto emergere, ancora una volta, la condizione di fragilità in cui ancora molte famiglie vivono. La loro situazione economica è peggiorata nel 76,7% dei casi e ormai si tende a vivere alla giornata. Con un aumento di 16,4 punti percentuali rispetto al 2014, quest'anno il numero di quanti non riescono ad arrivare alla fine del mese con le proprie entrate si attesta al 47,2%. Moltissimi sono costretti ad usare i propri risparmi per far quadrare i conti: il 62,8% (in forte aumento rispetto al 51,8% di un anno fa).

Inoltre, continuano ad aumentare le persone che non credono in una ripresa del nostro Paese nel corso di quest'anno  (+10,1%:55,7%, erano il 45,6% nel 2014). Circa un terzo del campione (33,9%) pensa invece che la situazione resterà stabile (36,4% le risposte raccolte lo scorso anno). Sono ben pochi, invece, gli ottimisti: solo per il 4,6% la situazione migliorerà contro l'8,2% di chi lo scorso anno manifestava sicurezza in questo senso.

E così sono in molti anche quelli che andrebbero a vivere all'estero (45,4%; +4,8%), un dato in aumento rispetto alle precedenti indagini (40,6% nel 2011 e 37,8% nel 2006). I più propensi ad andare a vivere in un altro paese sono gli studenti (quasi il65%). Anche la maggioranza di coloro che sono in cerca di una nuova occupazione (59,8%) e la gran parte di chi è alla ricerca del primo impiego (52,7%) si dicono pronti a mettersi in gioco andando all'estero. La ricerca di maggiori opportunità di lavoro (32,1%) è la motivazione più sentita per la quale si è disposti a cambiare vita e paese. La seconda ragione è quella che vede nell'espatrio più opportunità per i figli (12,2%), seguita dalla ricerca di maggiori garanzie sul futuro (9,6%).

Le istituzioni sono sempre più in crisi: 7 italiani su 10 (69,4%) vedono diminuita la propria fiducia. Il Presidente della Repubblica emerito Giorgio Napolitano raccoglie un buon grado di consenso (45,3%), anche se in molti vedono nelle sue dimissioni un elemento positivo per il Paese che potrebbe avere l'opportunità di "svecchiarsi" (35,6%). È emersa inoltre una generalizzata rassegnazione insieme ad un sentimento affatto costruttivo di quanti ritengono che il cambio alla Presidenza non porterà alcun mutamento rispetto all'andamento della situazione italiana (43,4%).

Il Governo raccoglie un tasso di fiducia al 18,9%, basso ma lievemente in crescita rispetto alle rilevazioni passate. Il Parlamento continua a segnare una diminuzione del grado di fiducia 10,1% (-6% rispetto al 2014). Male quest'anno la Magistratura che fa molti passi indietro (28,8%) con un crollo di consensi del 12,6%.

Nel clima di generale sfiducia, le Forze dell'ordine e quelle Armate continuano ad essere un punto fermo per gli italiani. Tornano a crescere i Carabinieri con il 73,4% dei consensi (+3,5%), la Guardia di Finanza (66,8%) e la Polizia di Stato (63%).

Volontariato e Protezione civile fanno il pieno di consensi. Il primo registra infatti un 78,8%, con una crescita del 4,3% rispetto al 2014; la Protezione civile, invece, segna addirittura un aumento dell'11,8% e raggiunge il 70% dei consensi.

Per le altre Istituzioni, pubbliche e non, il livello di consensi si ripartisce così: la Scuola (62,1%; +8,5%), le associazioni dei consumatori (55,2%; -1,4%). Si attestano su percentuali che non superano il 40% la Pubblica amministrazione (39,1%; +18,1%), le associazioni di imprenditori (34,2%; -4,9%), i sindacati (33,9%; +14,7%), le confessioni religiose non cattoliche (18,4%; -4,7%) e i partiti (15,1%; +8,6%).

Non poteva mancare il tema della tecnologia e della iperconnettività che riguarda ormai la maggior parte degli italiani. Il 67% si è ormai dotato di uno smartphone. Online si fanno anche acquisti (59,9%) e si controlla conto bancario (53%). Praticamente tutti hanno un profilo su Facebook (95,7%), dove però il 43,1% ha sentito violata la propria privacy.

Secondo le rilevazioni Eurispes 2015, l'apparecchiatura tecnologica più diffusa nelle famiglie italiane risulta essere lo smartphone (67%). La diffusione dei telefoni cellulari collegati ad Internet batte dunque, seppure di poco, quella dei computer portatili (64,4%), dei computer fissi (62,7%), dei lettori DVD (62,6%). Circa un terzo del campione afferma di possedere un tablet/ipad (36,8%), l'abbonamento alla Tv a pagamento (36%), una smart tv (33,3%), un lettore mp3/ipod (30,7%), una consolle per videogiochi (Playstation/PSP/Xbox/Wii) (29,1%). Solo l'11,3% ha un e-book.

In quale modo si usa il telefonino? Chiaramente per chiamare ed essere chiamati (99,5%) ed inviare e ricevere sms (88%). Molto diffusa è anche l'abitudine di fare foto/filmati (65,3%), inviare/ricevere foto/video (64,1%), navigare su Internet (61,2%), comunicare tramite WhatsApp e altre applicazioni di messaggistica (60,6%). La metà degli intervistati usa le applicazioni. Riferisce di usare i social network (Facebook, Twitter ecc.) tramite smartphone il 41,8% del campione. Il 40,2% usa il telefonino anche per lavorare, il 34,2% ascolta la musica, quasi un terzo (31,1%) gioca.

Sul sito di Eurispes è disponibile un'ampia sintesi del Rapporto, per consultarla clicca qui.