APPROFONDIMENTI

Fonte: CSVnet 17Feb 2015 Clara Capponi

Riportiamo di seguito il discorso tenuto dal presidente di CSVnet, Stefano Tabò, in occasione del convegno "La riforma del Terzo settore: un contributo alla riflessione" organizzato lo scorso 17 febbraio, alla Sala Aldo Moro della Camera dei Deputati, dalla Fondazione PNP - Profit Non Profit in occasione dell'uscita del numero speciale di Non Profit Paper dedicato alla Riforma del Terzo Settore

“ Il tempo a disposizione suggerisce un messaggio circoscritto e stringato, quindi impoverito rispetto ad una materia di così ampio interesse. La Riforma non si riduce nella prospettiva di riordino del sistema di gestione dei fondi speciali ex art. 15, l. 266/91, ma da questa non deve prescindere. Sullo specifico aspetto porterò attenzione.

La Riforma superi il difetto dei testi vigenti, che non sanno distinguere la doppia natura dei CSV. Il CSV non è un soggetto giuridico autonomo, bensì una qualifica che un soggetto giuridico preesistente assume. CSV, dunque, è sia azienda strumentale delle ODV sia qualifica dell'ente autorizzato alla sua gestione. Il CSV, non a caso, è istituito non è costituito. Tale distinzione concettuale porta ad una serie di conseguenze nelle due direzioni: CSV come ente e CSV come azienda.
La Riforma sia lucida!

La Riforma rinneghi i tratti paternalistici e dubitativi dei testi vigenti. Affermi, senza più eccezioni, che gli enti gestori dei CSV sono (devono essere) governati dalle organizzazioni di volontariato, in forma plurale e partecipata democraticamente. Occorre sancire lo spazio di auto-governo del volontariato ma anche riconoscerne la capacità di auto-determinazione e di auto-controllo .
La Riforma dia fiducia!

La Riforma, nel suo approccio mentale, non associ i CSV con la questione, tuttora irrisolta, della rappresentanza unitaria nel mondo del Volontariato. La sfida della pluralità i CSV l'hanno vinta. Ed è una vittoria (consolidata quasi ovunque e, forse per questo, guardata da taluni con sospetto) che non si è limitata a rispettare la stessa pluralità delle OdV ma l'ha portata a valore ed a fattore produttivo.
La Riforma sia capace di riconoscerlo e darne merito!

La Riforma consenta ai CSV Aziende di agire come tali, non mirando solo ad obiettivi di efficacia ed efficienza. Venga data, in un quadro di certezza, garanzia di elasticità nei compiti e nelle funzioni per essere corrispondenti ai bisogni, nel tempo e nello spazio. L'equità della distribuzione delle risorse e la concreta abilitazione ad acquisirne di ulteriori a sostegno di un'operatività congrua e rispettosa delle finalità costitutive. L'uniformità della disciplina e della sua applicazione in tutto il territorio nazionale.
Una programmazione che abbandoni l'orizzonte annuale e assuma quello del medio e lungo periodo, a fronte dei cambiamenti epocali in cui siamo immersi.
La Riforma sia lungimirante!

La Riforma ha promesso di abbracciare la visione che promuove i CSV come "sistema" (oggi assente nell'impianto normativo). Una parola che, di per sé, contempera la necessità del radicamento territoriale (insita nell'identità del volontariato) con quella del legame nazionale e della sintesi. Assunzione di metodi condivisi, strumenti comuni ma anche progettualità unitarie. Trasferimento di buone prassi ma anche abbandono della duplicazione incoerente di fatiche ed investimenti. In questi anni, se c'è stato un solo soggetto che ha instancabilmente operato per favorire tale logica (occorre riconoscerlo) è stato CSVnet. La Riforma ha la possibilità di dire che non è una ostinazione di un soggetto privato: "fare sistema" è un dovere comune, giuridicamente rilevante. Se "sistema" è la parola di riferimento (è stato così per le Linee Guida ed è così per il DDL).
La Riforma sia di parola!”