Giornata Volontariato: articolo di uno studente

GIORNATA DEL VOLONTARIATO

 "Il volontariato è un tessuto che contribuisce a tenere unite le comunità in questo momento difficile e per questo ringrazio tutte le associazioni che sono qui oggi". Con queste parole il sindaco Paolo Dosi ha aperto, presso il Salone d'onore di Palazzo Gotico, la Giornata del volontariato, celebrata in tutto il mondo il 6 dicembre. "Il volontariato tiene in piedi la città" ha ribadito Lucia Favari, consigliere della Fondazione Piacenza-Vigevano, mentre Andrea Provini, vice-presidente di Svep, ente organizzatore dell'evento, ha sottolineato che "al volontariato bisogna riconoscere la sua capacità di dare voce a chi non ce l'ha".

E alla vista delle molte bancarelle presenti e delle realtà differenti ma accomunate  dal fine di fare del bene, si nota quanto queste parole non siano state solo di mera circostanza. A Piacenza le associazioni di volontariato sono 334, la maggior parte attive nell'ambito sanitario, e ognuna di esse ha una media di 86 volontari, per un totale di 24000! Un altissimo numero che fa comprendere quanto i piacentini sentano l'esigenza di aiutare il prossimo. Ciò è ulteriormente avvalorato dalla grande partecipazione della cittadinanza a questa giornata, con la sala costantemente piena di persone, da studenti a pensionati, interessati agli stand delle varie associazioni, dai vari eventi in programma, dalla mostra fotografica sui cinquant'anni dell'associazione Nati Stanchi a quella del progetto Kamlaf, che mostra momenti di quotidianità nei paesi dove il progetto ha operato quest'anno, ovvero Guatemala, Senegal e Uganda.

Un programma ricchissimo che è partito subito alle 10.30, mezzora dopo la cerimonia d'apertura, con la presentazione del libro "Mi girano le ruote" di Angela Gambirasio, una signora disabile che lotta per l'abbattimento di ogni barriera che discrimini le persone affette da disabilità. Alle 11 invece si sono svolti dei laboratori con le scuole elementari gestiti dall'associazione Alice ("La salute vien mangiando!"), da Amnesty international ("Il diritto al cibo e alla salute") e dal Corpo provinciale guardie ecologiche ("Smaltimento rifiuti e raccolta differenziata").

Alle 12:30 è stato organizzato il rinfresco dall'Associazione Panificatori della città e della provincia di Piacenza.

Le attività sono riprese alle 15 con la presentazione del libro "Il lupo solitario", organizzato dall'associazione Acat, tratto dal racconto di Marie Laure Guyot e curato da Vanda Grisenti con Fabio Bossi.

Alle 16:30, invece, viene messo in scena lo spettacolo "Flaflà una storia a colori" organizzato dall'associazione Dalla parte dei bambini in collaborazione con Pappa e Pero, nato nel progetto "Famiglia affianca famiglia". Lo spettacolo è rivolto ai bambini e consiste in una fiaba che promuove l'affiancamento famigliare, ovvero l'affiancamento di una famiglia  ad un'altra famiglia in difficoltà.

La giornata si è chiusa alle 18:30 con il concerto dello Spirit gospel choir.

 ANGELA GAMBIRASIO

 Angela Gambirasio viene da Gallarate, in provincia di Varese. La prima impressione che ho avuto quando mi sono seduto ad ascoltare il suo intervento  è che sia una donna forte e determinata. E' venuta alla Giornata del Volontariato per presentare il suo libro "Mi girano le ruote", che parla di una giovane donna disabile, come la scrittrice, che affronta con ironia i problemi che una persona nelle sue condizioni si trova ad avere per colpa della società. Sul palco con lei sono intervenuti anche Stefano Cugini, assessore al nuovo welfare e sostegno alle famiglie del Comune di Piacenza, e Brunello Buonocore, come moderatore.

Angela è partita subito all'attacco, criticando giustamente Piacenza per la scarsa attenzione architettonica verso i disabili. Infatti, pochi sono gli scivoli e le strutture che riescono ad essere a misura di disabile nella nostra città, cosa che l'ha lasciata molto amareggiata. Purtroppo non siamo l'unica città e proprio per questo lei ha lanciato sui social la campagna "Adotta una barriera architettonica", che consiste nell'individuare, fotografare e postare su Facebook la foto di qualsiasi barriera architettonica che impedisca ad un disabile di muoversi come un normodotato. Questo perché, come ha detto Angela, non è un atto caritatevole aiutare i disabili a muoversi liberamente, ma un dovere. Ed è con questo principio che Angela vive la sua vita, litigando con chi le preclude qualcosa o chi ha stereotipi contro le persone nella sua condizione.

L'assessore Cugini ha accettato le critiche di Angela e ha ammesso che la colpa delle barriere architettoniche è della politica, cieca fino a pochi anni fa verso i bisogni dei disabili, e che adesso a Piacenza non ci sono abbastanza fondi per sistemare tutte le barriere, ma che si è iniziato un progetto, in stretta collaborazione con la cittadinanza, in una sottocommissione della Commissione servizi sociali del Comune, dove i cittadini possono denunciare le barriere al Comune, per aiutarlo a porvi rimedio.

Subito dopo l'incontro, mi sono avvicinato ad Angela per farle qualche domanda. Ho scoperto che la sua battaglia è cominciata sin da bambina, grazie all'esempio dei suoi genitori, che hanno sempre lottato perché lei riuscisse a fare tutto quello che facevano i normodotati e che poi ha continuato da grande, con l'aiuto di amici e associazioni.

 IL LUPO SOLITARIO

 L'associazione Acat ha proposto la presentazione del libro "Il lupo solitario", di Marie Laure Guyot commentato da Fabio Bossi e illustrato da Vanda Grisenti. All'incontro era presente anche Lorena Carpi, dell'associazione che ha organizzato l'evento.

Vanda è una ragazza molto giovane che parla però con molta forza e convinzione del lavoro fatto. Fabio, invece, è un ragazzo affetto dalla sindrome di Down, ed è un vero vulcano. Fin da subito inizia a parlare, con semplicità e chiarezza: "Questo è un progetto molto sentito, fatto per far capire a noi stessi, alle famiglie e ai giovani che bisogna impegnarsi nella vita sociale, facendo vedere la bontà che è in noi, attraverso la condivisione dei sentimenti."

Ed è questo lo spirito con cui Fabio e Vanda interpretano la storia di Marie Laure, che parla di un lupo affetto da problemi di alcolismo, allontanato dal branco e soccorso da un uomo che lo aiuta a superare i suoi problemi con l'alcol. Tutto questo è una metafora della vita della scrittrice, anche con problemi legati all'alcol e aiutata a superare questi problemi da un'associazione.

Vanda e Fabio sostengono che la parola fondamentale di questo libro è condivisione, perché proprio con la condivisione dei sentimenti tra varie persone che si riescono a superare i problemi.

Davide Ramelli