Impegno politico per la territorialità dei CSV

In attesa dell'emanazione dei Decreti Delegati relativi alla Legge Delega 06/06/2016 n° 106 di Riforma del Terzo Settore e, in particolare, per la parte relativa alla riorganizzazione dei Centri di Servizio per il Volontariato, i Gruppi Assembleari del Partito Democratico e di Fratelli d'Italia nel Consiglio Regionale dell'Emilia Romagna hanno presentato due risoluzioni relative al mantenimento della territorialità dei Centri di Servizio che sono state approvate nella seduta di martedì 18 aprile dalla Commissione Politiche Sociali e Politiche della Salute dell'Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna. 

Ricordiamo che l'attuale bozza di decreto attuativo prevede che l'Organismo Nazionale di Controllo sia tenuto ad accreditare almeno un Centro di Servizio per il Volontariato per ogni Regione, uno per ogni Area Metropolitana, uno per ogni Provincia con territorio interamente montano e confinante con paesi stranieri e uno per ogni area avente 1milione di abitanti. In ragione di detto ultimo criterio (area con 1 milione di abitanti) si avrebbe l'accorpamento tra i Centri di Servizio per il Volontariato di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, mantenendo uno sportello per ogni città, ma con un organo direttivo unico. Non solo: la regione Emilia-Romagna verrebbe aggregata alle Marche per ciò che riguarda gli organismi territoriali di controllo, pur avendo la regione Marche un sistema completamente diverso dal nostro.

In allegato i due documenti.