L'arte dell'integrazione: un numero di Vdossier

FONTE: Ciessevi 

“L’arte dell’integrazione” è il titolo dell’ultimo numero di Vdossier dedicato al difficile tema dei migranti economici e dei profughi. Un fenomeno altamente divisivo e in continuo divenire, anche a seguito delle evoluzioni normative, che tocca da vicino i numerosi volontari e le associazioni impegnate nell’accoglienza e nell’integrazione dei migranti. Una questione che ci vede, quindi, in prima linea perchè siamo chiamati tutti, piccole e grandi organizzazioni, a rispondere a un ampio ventaglio di bisogni, in modo sussidiario allo Stato. Non esistono dati precisi sull’attivismo a favore degli immigrati, ma il mutare della quantità e qualità dei flussi migratori sta producendo un cambiamento anche nelle risposte e nei servizi offerti dal Terzo settore.

Di fronte alla complessa macchina della solidarietà impegnata nell’integrazione e inclusione dei migranti, questo numero si snoda lungo due strade che non corrono parallele, ma si intersecano in un continuo gioco di rimandi: la via “alta” che ci insegna come dovrebbe essere l’arte dell’integrazione o come è cambiata negli ultimi anni; la via “bassa”, che ci racconta come si sta facendo (buona) accoglienza nel nostro Paese, nelle grandi città come nei piccoli centri, anche grazie al contributo del volontariato.
La via “alta” si apre con l’articolo di Carchedi che introduce la dimensione del fenomeno in Italia e le istituzioni europee e gli Stati membri. In un sondaggio Eurombarometro (2017) la questione dell’immigrazione è al terzo posto tra quelle per le quali si ritiene insufficiente l’intervento dell’Unione europea. L’Europa, infatti, gioca un ruolo cruciale nella governance e gestione dei flussi migratori così come nel facilitare percorsi di integrazione, come ci spiega Marasà riferendo il punto di vista del Parlamento europeo.

Ma se è vero che dalle crisi nascono opportunità, allora la grande sfida che le città italiane hanno davanti sta nell’individuare strade che consentano di assorbire i migranti attraverso percorsi di inclusione che creino dei nuovi cittadini anziché dei ghetti e tessano legami anziché innescare conflitti. Approfondiamo questa sfida, attraverso il punto di vista di una serie di docenti ed esperti in vari campi: da quelli raccolti sul sito lavoce.it di Pontara e dellaFondazione Leone Moressa; a quella di Padre Ripamonti, dei sociologi Frisanco Moro e dell’antropologoAppadurai.

E poi ci sono le storie: esperienze modello, buone prassi, che possono fare scuola nell’Italia di oggi e di domani. Perché le modalità tramite cui si racconta l’immigrazione possono fare la differenza, come spiega l’articolo di Binotto che ripercorre trent’anni di narrazione sull’immigrazione in Italia ed evidenzia come questa orienti la percezione collettiva del fenomeno. Questo numero inoltre vuole contribuire a un’altra narrazione, per dare visibilità alle esperienze di successo e porci in controtendenza rispetto al diffondersi dei discorsi d’odio e delle fake news, spesso alimentati dall’uso poco responsabile dei social di cui ci parla Springhetti.

La prospettiva è quella di raccontare il fenomeno dell’immigrazione attraverso la lente dell’integrazione per andare oltre il tema dell’accoglienza nell’emergenza, ampiamente presente nel circuito dei mass media. L’intento è quello di continuare a parlarne per mettere in luce esperienze concrete e racconti di integrazione possibile. Di integrazione di successo, infatti, si parla ancora troppo poco, forse perché attiene al campo dell’ordinario e non più dello straordinario e fa meno notizia. Un’accoglienza made in Italy nella quale il volontariato, da anni ormai, gioca un ruolo chiave su più fronti e che in silenzio opera ogni giorno a favore dell’ospitalità sotto i vessilli della gratuità e dell’altruismo. Un volontariato che insegna agli stranieri la lingua italiana, che aiuta i giovani studenti nei compiti scolastici, che li coinvolge in attività sportive favorendo relazioni con i loro coetanei, che li supporta nel mondo del lavoro o li ospita in casa. Che offre ai migranti e agli italiani delle occasioni per incontrarsi, fare delle cose insieme e conoscersi al di là dei timori e dei pregiudizi.
Quindi oltre alle storie raccontate in questo numero raccoglieremo nella pagine web altre testimonianze che il volontariato, nel suo silenzioso e concreto agire quotidiano, gioca in ambiti delicati quale quello dell’integrazione dei migranti per dare voce a quella prossimità e solidarietà diffusa che caratterizza il nostro tessuto sociale. Ricordandoci che l’Italia produce anche risorse ed energie positive e che il volontariato ne è uno dei principali protagonisti.