L'Orchestra dei Popoli a Piacenza

E alla fine gran parte del pubblico si alza in piedi e balla al ritmo della musica dell’Orchestra dei Popoli. Una serata di suoni e di emozioni che propone un messaggio pieno di speranza: l’integrazione tra diverse culture è possibile, realizzare qualcosa di bello insieme è possibile. Anzi di più: è realtà.

 Sabato 3 febbraio la Sala degli Arazzi è già al gran completo quando il presidente dell’Opera Pia Alberoni dottor Giorgio Braghieri sale sul palco per introdurre il concerto dell’ Orchestra dei Popoli “Vittorio Baldoni” e del “Coro dei Migranti” organizzato in collaborazione con SVEP e associazione “La Ricerca”. Il senso dell’iniziativa è dare seguito a una riflessione iniziata nel febbraio dello scorso anno con il passaggio nella nostra città della Croce di Lampedusa e proseguita con la mostra fotografica “Attraverso” e l’incontro del 4 novembre con Pietro Bartolo il medico che, nell’isola siciliana, accoglie e cura i migranti che arrivano via mare. In particolare il presidente Braghieri cita l’enciclica “Populorum Progressio” di Papa Paolo VI° soffermandosi sul concetto di “sviluppo integrale” dell’essere umano.

L’orchestra, frutto di un’intuizione di Arnoldo Mosca Mondadori e di Marisa Baldoni, si forma nel 2013 per offrire un’opportunità a giovani musicisti “dotati di grande talento per la musica e che provengono da situazioni di grave disagio economico e sociale” di suonare insieme a giovani musicisti italiani allievi del Conservatorio di Milano. È sostenuta dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti Onlus. Al concerto piacentino partecipano 19 artisti mentre l’organico completo conta 35 persone; i brani sono in gran parte scritti e musicati dagli stessi ragazzi. 

Ed è subito musica e canto. Il primo brano si intitola “A better life” e rappresenta il  messaggio fondativo del   progetto: dall’unione tra gli uomini può nascere la bellezza.

Si alternano al microfono le splendide voci di Irina dalla Russia, Alena delle Filippine e Kennet del Guatemala a cui poi si aggiungeranno due giovani migranti nigeriane. Le loro storie – si intuisce – sono ricche di tanti dolori ma nella serata dedicata alla musica e all’incontro non c’è spazio per la tristezza. Il momento clou dello spettacolo è l’entrata in scena di Ana Charun artista peruviana, nonna di un giovane componente dell’Orchestra dei popoli, che trascina il pubblico piacentino nel canto e nella danza. Una serata indimenticabile.

 Nelle prime file, oltre al Presidente dell’Opera Pia Alberoni, anche Laura Bocciarelli presidente di Svep, Paola Gazzolo assessore regionale e ben due ex sindaci di Piacenza: Gianguido Guidotti e Paolo Dosi.

Carla Chiappini