LINEE GUIDA PER LE ATTIVITA’ DI VOLONTARIATO

Ecco il contenuto della circolare a firma della Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Elly Schlein  ed indirizzata ai  Sindaci dei Comuni dell’Emilia Romagna, agli Uffici di Piano distrettuali,
ai Presidenti dei Centri di Servizio per il Volontariato e ai  Presidenti degli Enti del Terzo settore dell’Emilia Romagna (25 marzo 2020)

OGGETTO: LINEE GUIDA PER LE ATTIVITA’ DEL VOLONTARIATO NELL’AMBITO DELL’EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA COVID-19.

Premessa

Le cittadine e i cittadini tutti, in particolare le persone più fragili, stanno affrontando momenti di incertezza e difficoltà non solo per il diffondersi del COVID-19, ma anche a seguito dei provvedimenti che hanno imposto drastiche limitazioni a mobilità e comportamenti quotidiani allo scopo di frenare i contagi. Questa situazione di incertezza coinvolge anche tutto il modo del Terzo Settore, ed in particolare del volontariato che, se da un lato è chiamato come tutti al rigoroso rispetto delle disposizioni, dall’altro svolge un’insostituibile funzione di supporto a favore delle persone più vulnerabili e, specie in questa fase, sta svolgendo un ruolo essenziale di supporto alle pubbliche amministrazioni e alle autorità coinvolte nella gestione dell’emergenza.

Si ritiene prioritario, per tutta la durata dell’emergenza, sostenere tale funzione sul territorio regionale e, considerata la natura delle attività di volontariato come di seguito delineate, si ritiene esse rientrino a pieno titolo fra quelle consentite ai sensi del DPCM del 22 marzo 2020, come desumibile dall’art. 1 comma 1 lett. f) “….Resta altresì consentita ogni attività comunque funzionale a fronteggiare l’emergenza” e dall’allegato 1 al medesimo DPCM in riferimento ai codici ATECO “87 – Servizi di assistenza sociale residenziale” e “88 - Assistenza sociale non residenziale”. In relazione alle limitazioni della mobilità di persone fisiche all’interno di tutto territorio regionale, si conferma la compatibilità degli spostamenti finalizzati esclusivamente alle attività di volontariato correlate all’emergenza in corso, come quelle descritte nel presente documento.

A tal fine, ad integrazione dell’autocertificazione prevista dalle norme vigenti, si suggerisce di dotare il volontario di una dichiarazione del legale rappresentante dell’Ente circa la qualità di socio volontario e la natura dell’attività svolta in raccordo con il Comune.

L’Agenzia regionale di Protezione civile con nota del 12/03/2020 (prot. PG/2020/14365) ha già dato disposizioni per l’utilizzo del volontariato, sia per quanto riguarda le mansioni tipiche di protezione civile, sia per quanto riguarda funzioni più generali di assistenza sociale ai cittadini più deboli, mettendo in capo ai COC (Centri Operativi Comunali) la discrezionalità di utilizzare i volontari di protezione civile anche per interventi sociali. Inoltre, moltissimi Enti del Terzo settore si sono sin da subito direttamente impegnati per far fronte all’emergenza sociale cercando con responsabilità di alleviare le difficoltà delle persone fragili, ma hanno dovuto affrontare difficoltà organizzative riconducibili alla situazione di emergenza sanitaria ma anche, ad esempio, alla riduzione della disponibilità di risorse umane, considerata l’impossibilità di impiegare volontari minorenni e over 65enni. A fronte di ciò anche i Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) dell’Emilia Romagna stanno sperimentando nuove modalità per garantire la propria operatività in funzione dell’emergenza: rappresentano infatti un osservatorio privilegiato delle iniziative di solidarietà promosse sui vari territori e sono impegnati nella promozione di tali attività, anche raccogliendo l’adesione di molti cittadini a cui viene offerta la possibilità di impegnarsi a favore di Enti del Terzo Settore , ovvero di aderire come singoli volontari alle attività sociali promosse dai singoli Comuni. E’ evidente però che questo tipo di attività richiede una forte azione di coordinamento territoriale funzionale all’individuazione dei bisogni, all’utilizzo mirato delle risorse e alla definizione di indicazioni comportamentali univoche che siano a tutela dei volontari e dei cittadini assistiti. Si sottolinea come ogni attività di volontariato vada svolta con l’adozione di tutte le misure necessarie a garantire la massima tutela della sicurezza e della salute sia dei volontari che dei beneficiari. Con l’obiettivo pertanto di contemperare le misure restrittive con la necessità di fornire risposte ai bisogni fondamentali e indifferibili, in particolare delle persone più fragili, si ritiene dunque opportuno fornire ai territori le seguenti indicazioni operative.

Sistema di coordinamento

Il Comune deve rappresentare un punto essenziale di coordinamento delle attività di volontariato; a tal fine è opportuno che venga individuato un referente comunale dedicato, e che questo, laddove le condizioni organizzative lo consentano, sia punto di riferimento sia per il volontariato di protezione civile, che, in base alle disposizioni vigenti, risponde direttamente a COC (e quindi al Sindaco), sia per il volontariato in senso lato. Parimenti spetta al Comune, ed in particolare al Servizio sociale territoriale, l’individuazione dei bisogni e delle priorità di intervento sul proprio territorio. Tali funzioni possono essere assicurate anche in forma associata a livello di ambito distrettuale.

I Centri di Servizio per il Volontariato (CSV), coerentemente con la funzione loro attribuita dalla norma e in continuità con quanto già realizzato sul territorio, possono svolgere, in collaborazione con le associazioni, l’attività di sensibilizzazione e ricerca di nuovi volontari, sulla base delle effettive necessità e su segnalazione degli organismi di coordinamento comunale. Possono inoltre svolgere attività di formazione degli stessi, quando non di specifica competenza delle organizzazioni di protezione civile, anche con riferimento ai comportamenti da tenere ai fini del contenimento del COVID-19, nonché di cerniera tra Comune e volontariato, organizzato e non. I CSV possono altresì svolgere azione di impulso e coordinamento di specifiche iniziative, previo accordo con il Comune.

Allo scopo di avere un quadro chiaro delle disponibilità, è utile che gli Enti del Terzo Settore (ETS) comunichino al CSV le disponibilità dei volontari loro aderenti, dando garanzia di attenersi al piano territoriale concordato con il COC, e comunque con le indicazioni del Comune, ed eventualmente segnalino il maggiore fabbisogno di volontari da attivare in emergenza. In questa fase di emergenza è essenziale che i bisogni e le tipologie di intervento siano sempre previamente concordati con il Servizio sociale territoriale e comunque nell’ambito del coordinamento comunale, al fine di rendere il più efficace possibile la risposta complessiva ai diversi bisogni. Gli ETS, in considerazione della loro prossimità, possono inoltre segnalare al Servizio sociale territoriale eventuali situazioni di vulnerabilità e di bisogno qualificato di cui fossero a conoscenza.

È auspicabile che nel periodo di emergenza COVID-19 ogni forma di servizio volontario faccia riferimento al sistema di coordinamento al fine di garantire omogeneità d’azione, massima efficacia ed efficienza nel perseguire gli obiettivi e piena ottemperanza delle vigenti disposizioni di sicurezza.

Attività

In linea generale vige il principio che sono ammesse le attività collegate direttamente all’erogazione di servizi pubblici essenziali, vale a dire strumentali all’esercizio del diritto alla salute o altri diritti fondamentali della persona (alimentazione, igiene, accesso a prestazioni specialistiche non differibili, ecc.) Devono sempre essere garantite condizioni strutturali e organizzative di rispetto delle disposizioni in materia di prevenzione del contagio ed in particolare della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Resta comunque ferma la possibilità di svolgere altre attività (ad esempio di socializzazione, ricreative, supporto relazionale, ecc…) con modalità “a distanza”, vale a dire attraverso contatto telefonico o altri strumenti telematici.

A titolo esemplificativo, il supporto offerto dal volontariato potrà riguardare: • la consegna di generi alimentari a domicilio e medicinali; • la consegna a domicilio di altri beni di prima necessità; • l’attività degli empori solidali, limitatamente alla fornitura dei generi alimentari e non, escludendo però modalità di distribuzione che comportino assembramento di persone e privilegiando quelle che evitano il contatto fisico. Sono sospesi i cosiddetti servizi ausiliari (sportello di ascolto, orientamento, consulenza, ecc…) a meno che non possano essere effettuati a distanza, ad esempio attraverso contatti telefonici; • Interventi di bassa soglia rivolti a categorie vulnerabili quali persone senza fissa dimora (distribuzione pasti e beni di prima necessità, mense, supporto nelle strutture di accoglienza, ecc…); • L’accompagnamento sociale esclusivamente per situazioni non differibili; • Il contatto e monitoraggio telefonico delle persone vulnerabili e a rischio di isolamento; • Le attività non differibili legate alla gestione degli animali da compagnia in famiglia e presso le trutture di accoglienza: canili e gattili.

Volontari

• Non potranno essere impegnati volontari minorenni o over 65enni in attività di cui alle presenti linee guida, a meno che il volontario agisca dalla propria abitazione esclusivamente con le modalità a distanza (telefono, mail…); • I volontari impegnati in attività di assistenza alla popolazione come sopra individuate dovranno essere coperti da assicurazione contro infortuni, malattie contratte durante il servizio e per danni a terzi: l’assicurazione deve essere garantita dall’ETS di appartenenza ovvero dal Comune presso il quale il volontario presta servizio come singolo, così come previsto dal “Codice del Terzo settore”; • Dovrà essere garantita, anche con il supporto dei servizi competenti in materia di igiene pubblica, adeguata formazione dei volontari, da attuare anche per le vie brevi, in merito alle attività da effettuare, alle misure di prevenzione del contagio e all’uso dei DPI (mascherine, guanti,..) adeguati al tipo di attività svolta; • I volontari dovranno scrupolosamente attenersi alle direttive e alle modalità di comportamento così come indicato dall’Allegato 1 del DPCM 8 marzo 2020, nonché alle disposizioni del servizio di igiene pubblica delle aziende sanitarie territorialmente competenti; • Dovranno essere individuate modalità idonee a rendere i volontari riconoscibili dall’utenza, ad esempio tramite documentazione rilasciata dal Comune o dall’ETS di appartenenza e sottoscritta dal Comune o altri dispositivi quali cartellini di riconoscimento o divise; • Le informazioni che potranno essere comunicate ai volontari, relativamente alle caratteristiche dei soggetti assistiti, saranno da considerare strettamente riservate e finalizzate al corretto svolgimento delle attività di supporto. È fatto assoluto divieto ai volontari che svolgeranno questi servizi di divulgare le informazioni assunte, in qualsiasi forma, anche attraverso i social network, per garantire la tutela della riservatezza dei beneficiari e dei loro dati personali.

Prescrizioni sulle modalità di svolgimento delle attività

Le attività di consegna spesa e altri beni dovrà avvenire con una modalità che escluda il contatto diretto e assicuri il mantenimento della distanza di sicurezza, preferibilmente prevedendo il deposito fuori dalla porta o in altro luogo concordato, previo accordo telefonico con il destinatario.

In via generale, si fa riferimento alla nota del dipartimento Protezione Civile COR 630/0015283 del 20/03/2020 in materia di misure operative per l’attività di volontariato di protezione civile nell’ambito dell’emergenza epidemiologica COVID- 19 e alla nota dell’Agenzia Regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile PC/2020/16343 del 20/3/2020, che danno indicazioni sulle precauzioni da adottare per svolgere alcune attività. Si ricorda che in ogni caso il supporto ai soggetti positivi al covid19 ed isolati presso il proprio domicilio potrà essere attuato esclusivamente dal Volontariato di tipo sanitario (Croce Rossa, Pubbliche Assistenze…) con l’utilizzo precauzionale di mascherina, guanti e camici, seguendo le norme igienico sanitarie di cui all’allegato 1 del DPCM 8 marzo 2020.

Per le specifiche modalità operative e di svolgimento di specifiche tipologie di attività si dovrà fare riferimento alle disposizioni, qualora emanate, dalle autorità competenti, come ad esempio la Circolare della Direzione Generale Cura della Persona, Salute e Welfare PG/2020/0240910 del 20/03/2020 relativa a modalità organizzative per la consegna della terapia farmacologica e altri prodotti terapeutici a domicilio del paziente.

Eventuali richieste di materiale logistico, di DPI sanitari e per ogni altra necessità a supporto delle attività del volontariato, dovranno essere gestite dal COC, per consentire la tracciatura e la presa in carico delle richieste.

I responsabili degli ETS dovranno avere cura che lo svolgimento dei servizi richiesti sia conforme alle presenti disposizioni.

Tutte le indicazioni di cui alle presenti linee operative, restano valide fino al 3 aprile 2020 e comunque fino alla vigenza delle misure straordinarie previste dalla normativa vigente, ove prorogate.