RITRATTI VOLONTARI

Andrea Rota 52 anni, impiegato a Cariparma – Crédit Agricole è abbronzato e sereno. Forse perché corre, corre tanto! Da Piacenza a Borgonovo come volontario dell’associazione “Amici dell’Hospice” ma poi corre davvero su tante strade insieme ai “Corsari della Maratona”, spingendo speciali carrozzine con persone disabili. - La cura dei miei genitori ha occupato gli ultimi 25 anni della mia vita; poi è mancata la mia mamma e due anni fa se n’è andato anche il mio papà all’Hospice di Borgonovo. A quel punto ho chiesto un colloquio con Itala Orlando per poter cominciare a fare il volontario in hospice. Lei mi ha consigliato, visto il lutto troppo recente, di iniziare a collaborare con il gruppo che si occupa di organizzare eventi di sensibilizzazione, raccolte fondi e iniziative di sostegno. Mi sono trovato tanto bene, che sto continuando tuttora. –

Quindi hai deciso subito, quasi d’impulso …

- Sì, salutando il personale, avevo già preannunciato che mi sarebbe piaciuto tornare da volontario. Mi aveva colpito molto l’umanità con cui eravamo stati accolti io e il mio papà nei suoi ultimissimi giorni di vita. C’era un qualcosa che andava oltre la competenza professionale nel modo in cui anche io sono stato aiutato; ricordo anche che una psicologa mi ha chiesto come mai non avessi parlato a mio padre della sua malattia. Mi ha fatto riflettere ma io non volevo che si creasse intorno a lui quell’alone del moribondo, anche tra i familiari che lo venivano a trovare. Sono figlio unico e questa cosa me la sono tenuta addosso io. Quindi il mio volontariato in hospice è certamente nato da un senso di gratitudine e ora lo sento proprio come qualcosa che mi arricchisce, qualcosa di mio. –

Ma tu corri anche con i “Corsari della Maratona”

- Sì certo, corriamo per esaudire i desideri di giovani ammalati. Ora, ad esempio, siamo impegnati per un bambino di otto anni, Valentino, che ha il grande sogno di riuscire ad andare ad Amsterdam per ritrovare un pezzo della famiglia che vive in Olanda. Certo il volontariato in hospice, ma anche quello con i “Corsari”, ti porta tanto a contatto con la malattia, il dolore e la sofferenza. Sono due volontariati adulti e impegnativi – a volte pure troppo - ma per me sono molto importanti. -

Quali le considerazioni su questo duplice impegno che, come tu stesso dici, occupa tanto tempo e tante energie?

- Penso che in questo momento storico difficile, di crisi, in cui l’economia sembra prevalere su tutto e gli esseri umani diventano sempre meno importanti, ecco penso che sia quanto mai necessario recuperare l’attenzione verso le persone, specialmente quelle che vivono una sofferenza. Il volontariato, quindi, è qualcosa che mi fa stare bene e vedo che è così anche per gli altri. –

Carla Chiappini