TRASPARENZA CONTRIBUTI PUBBLICI AL NON PROFIT

A tutte le associazioni

Circolare del 18 febbraio 2020 

OGGETTO: TRASPARENZA CONTRIBUTI PUBBLICI AL NON PROFIT

Come è noto, la legge n° 124 del 4.8.2017, all’art. 1 - commi dal 125 al 129, ha previsto un nuovo obbligo di pubblicità e trasparenza per alcuni soggetti – tra cui anche gli enti di terzo settore – che ricevono erogazioni dalla pubblica amministrazione.

Tale obbligo risulta significativamente modificato dall’art. 35 del decreto legge n. 34/2019 “decreto crescita“, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 100 del 30 aprile 2019.

Di seguito Vi illustriamo le caratteristiche principali della disciplina, a seguito delle modifiche recentemente apportate.

Preliminarmente si sottolinea che rimangono interessati all’obbligo di trasparenza gli enti che hanno ricevuto risorse finanziarie o la concessione dell’utilizzo di beni immobili o beni strumentali per lo svolgimento delle attività statutarie di interesse generale, di valore complessivo annuo superiore ad € 10.000,00.

 SOGGETTI OBBLIGATI

I destinatari dell’obbligo possono essere raggruppati in due categorie:

1. Le imprese, ivi comprese le cooperative, anche sociali;

2. Le associazioni di protezione ambientale a carattere nazionale e quelle presenti in almeno 5 regioni individuate con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare; le associazioni dei consumatori e degli utenti rappresentative a livello nazionale; le associazioni e le fondazioni, nonché tutti i soggetti che hanno assunto la qualifica di ONLUS.

In merito alla seconda categoria, è interessata la quasi totalità degli enti non profit, ivi comprese le associazioni di Volontariato e di Promozione Sociale iscritte o non iscritte nei rispettivi registri tenuti a livello nazionale o regionale.

TIPOLOGIA DI EROGAZIONI

Sono soggette a pubblicità tutte le somme ricevute da Pubbliche Amministrazioni (Enti territoriali quali Stato, Regioni, Provincie e Comuni, AUSL, Università, ecc.), intendendosi per tali le sovvenzioni, sussidi, vantaggi, contributi o aiuti. È stato chiarito che sono escluse le somme a titolo di corrispettivo per una prestazione svolta, una retribuzione per un incarico ricevuto oppure che sono dovute a titolo di risarcimento.

Nei casi di rapporto di comodato di un bene mobile o immobile, si dovrà far riferimento al valore dichiarato dalla Pubblica Amministrazione che ha attribuito il bene in questione.

MODALITA’ DI ASSOLVIMENTO DELL’OBBLIGO

I destinatari dell’obbligo adempiono all’obbligo in maniera differente, come segue:

1. Le imprese mediante indicazione in Nota Integrativa del bilancio (e nella nota integrativa del bilancio consolidato, ove esistente) dell’esercizio in cui le somme sono state ricevute;

2. Gli enti non profit mediante pubblicazione delle informazioni sui propri siti o portali digitali. In mancanza del sito dedicato, possono pubblicare sulla propria pagina Facebook o sulla pagina internet della rete associativa alla quale aderiscono.

Le informazioni da pubblicare sono le seguenti:

a)      denominazione e codice fiscale del soggetto ricevente;

b)      denominazione del soggetto erogante;

c)      somma incassata (per ogni singolo rapporto giuridico sottostante);

d)      data di incasso;

e)      causale.

Occorre pertanto indicare gli elementi informativi relativi a tutte le singole voci di entrata che, nel periodo di riferimento, hanno cumulativamente concorso al raggiungimento o al superamento del limite di € 10.000,00, anche se unitariamente inferiori a tale importo. Si conferma che il criterio da applicare per le erogazioni è quello di cassa e non di competenza.

DECORRENZA DELL’OBBLIGO

A regime la scadenza dell’obbligo è il 30 giugno per le somme ricevute nell’anno precedente (in precedenza il termine era fissato al 28 febbraio), quindi per l’anno 2019 il termine è fissato al 30 giugno 2020.

 SANZIONI

Diversamente da quanto inizialmente disposto (vd. parere del Consiglio di Stato), il Decreto Crescita ha previsto che, a decorrere dal 1.1.2020 (quindi per la mancata pubblicazione entro il 30.6.2020 dei contributi ricevuti nel 2019), siano soggetti a sanzione sia le imprese che i soggetti non profit: in caso di inosservanza degli obblighi si applicherà una sanzione pari all’1 per cento degli importi ricevuti, con un importo minimo di 2.000 euro.

Qualora l’inosservanza perduri oppure il pagamento della sanzione non avvenga entro il termine fissato per l’ottemperanza, il comportamento è sanzionato con la restituzione integrale delle somme ricevute, entro i successivi tre mesi.

Distinti saluti.

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