RITRATTI VOLONTARI

Francesca Molinari, sociologa sessantacinquenne, moglie, mamma e nonna, appassionata da giovane del mondo delle istituzioni dove persone dimenticate, sofferenti, tutte da scoprire, avrebbero potuto cogliere l'occasione del ricovero per crescere, incontrare, arricchirsi di umano. Ecco allora da giovane la voglia di incontrare gli abitanti degli ospedali psichiatrici quando furono aperti con la Legge Basaglia, la pluridecennale esperienza di insegnamento delle Scienze umane in numerose scuole Infermieri, la scoperta da responsabile socio-assistenziale del mondo dei vecchi e delle vecchie e poi, il volontariato in ambiti anche molto differenti: dall'assistenza nell'anim-azione, all'ambiente e stili di vita sostenibili (Rete lilliput e Legambiente), all'educazione alla cooperazione internazionale e alla solidarietà, all'ecologia del profondo. Il lavorare con le Donne in nero in solidarietà con le donne nei luoghi di conflitto (il mondo conosce solo la punta del nostro meraviglioso iceberg di luce...) oltre alla falsa alternativa tra il “morire e l'uccidere” e per 10 anni la bella e difficile avventura di lavorare per la pace nella diversità delle varie persone e associazioni, cercando di crescere nella pratica della nonviolenza nel quotidiano, con il piacentino Tavolo della pace - che SVEP e alcuni enti locali hanno supportato - in cui ha molto creduto.

- Se dovessi trovare le origini della tua scelta di volontariato, dove le cercheresti? –

- Partirei da questa passione per le persone – riflette ad alta voce – dalle persone diverse, quelle che sono fuori dai circuiti della normalità. Dalle minoranze a cui non viene data la parola. Nella mia tesi di laurea a Bologna mi ero occupata della salute delle donne andando a cercare però anche le donne braccianti nella provincia di Ferrara, lungo il Po e verso la Romagna dove esse erano il cuore pulsante di quel mondo. Da sempre mi attira il non detto, quello che deve essere stanato, che resta dentro le persone. In fondo ci si specchia sempre in quello che si cerca; quindi anche nel volontariato cerchiamo un po’ noi stessi. E non vedo niente di male in questo; ci sono percorsi nel volontariato che portano indubbiamente a un bene sociale.

- Il volontariato sì, ma da quando? –

- Per origini e formazione non nasco volontaria, sono una ex-sessantottina, credevo e credo nell’impegno per cambiare le distorsioni della società, nel lavoro politico, quello che cerca azioni collettive per difendere il bene e i beni comuni, l'umanità dentro di noi, prima nel Manifesto, poi, come tante altre donne, nel femminismo. Non credo, quindi, al volontariato come risposta ai bisogni e ai diritti dei cittadini; a quelli deve pensare prima di tutto lo Stato magari prendendo il meglio da altre realtà con cui è bene che ci sia uno scambio reciproco. D’altro canto è anche vero che noi abbiamo una vita limitata e in questo micro-passaggio ho avuto un bisogno urgente di poter prefigurare quello che vorrei si manifestasse nella società e nel mondo. Per cui se il volontariato non può e non deve sostituirsi può però offrire nuove visioni, può pre-figurare, può far vedere che sono realizzabili nel piccolo, ad esempio, servizi gestiti in modo diverso. Anzi, può essere persino un modo nuovo di fare politica, capace di offrire alla lotta la gioia di essere insieme uniti da sogni comuni. Ingrediente necessario anche per resistere e restare umani.

- Quali sono le tue esperienze più significative di volontariato? –

- Innanzitutto vorrei parlare della mia esperienza con quelle e quelli che sono diventati “gli amici e le amiche dell’As.So.Fa.” e che comunemente ora si chiamano “diversamente abili”, mah?!?. Vi ho trovato un cattolicesimo che non faceva parte della mia esperienza religiosa che definisco invece un mistico viaggio nella pratica praticata di varie religioni e arti di vivere-cattolicesimo, induismo e buddismo- ma mi sono avvicinata nella comune attrazione per l'arte nella la Globalità dei linguaggi e perché vi ho trovato persone coraggiose e autentiche nel proprio “volontariato”. È stata un’esperienza preziosa. Stare con persone capaci di chiedere, consapevoli del proprio limite ma non per questo prive di dignità, non per questo incapaci di dare, ecco stare vicino a persone così è stato molto importante e tuttora mi mancano moltissimo quella gioia, quella creatività così in contrasto con le rigidità e le crudeltà del mondo dentro e fuori di noi, vicino e lontano. –

- E della tua associazione Avé cosa possiamo dire? –

- È un’esperienza importante nata da mia figlia, che ne è la Presidentessa: lei, per tanti aspetti, si trovò meglio a vivere in Africa che qui. È biologa e, tornando giovanissima da un campo di lavoro in Togo, mi “contagiò” talmente con la ricchezza affettiva e creativa vi trovata laggiù, che abbiamo pensato di continuare a distanza questo impegno maturato in Africa, stendendo un filo che dal 2002 ad oggi unisce ancora i due gruppi; quello italiano e quello togolese. La sfida che continua ancora oggi è quella di mantenere attiva, nonostante la distanza e le barriere di confini sempre più insormontabili, una solidarietà capace di creare in qualche modo benessere in entrambi i mondi. –   A cura di Carla Chiappini

ALTRI RITRATTI

ANNIBALE GAZZOLA presidente e fondatore dell’Associazione per la solidarietà e l'accoglienza Travo http://www.svep.piacenza.it/ritratti-volontari-1476.html

ANDREA ROTA volontario dell'associazione "Amici dell'Hospice" di Borgonovo http://www.svep.piacenza.it/adm/ritratti-volontari-1520.html

GIOVANNI BARBIERI presidente "Pandora" - Pianello Val Tidone  http://www.svep.piacenza.it/adm/ritratti-volontari-1437.html

ALESSANDRA CORRADI presidente "Semi di lino" Cadeo http://www.svep.piacenza.it/adm/ritratti-volontari-alessandra-corradi.html

DARIO SDRAIATI - AVO Castel San Giovanni http://www.svep.piacenza.it/adm/ritratti-volontari.html

LUIGI CUROTTI Gruppo Vega - San Giorgio Piacentino http://www.svep.piacenza.it/adm/ritratti-volontari-luigi-curotti.html

LIONELLO POLLACHINI - Peco Rara Gente http://www.svep.piacenza.it/adm/ritratti-volontari-lionello-pollachini.html