A.V.O. ASSOCIAZIONE VOLONTARI OSPEDALIERI - SEZIONE DI PIACENZA

A.V.O. ASSOCIAZIONE VOLONTARI OSPEDALIERI - SEZIONE DI PIACENZA

Servizi: Assistenza ospedaliera, Ascolto, sostegno e assistenza morale

Anno di Costituzione: 1990

Indirizzo: V. TAVERNA 49

Comune: PIACENZA

Telefono sede: 0523/302672

Fax Sede: 0523/321223

Email Sede:

Presidente: MONTICELLI MARISA

Attività:

L'associazione intende rendere un servizio gratuito e qualificato a tutti coloro che non si trovano nella pienezza dei propri mezzi fisici, fornendo amicizia, assistenza e solidarietà ed ogni aiuto possibile. Essa è presente in numerosi reparti ospedalieri e al Vittorio Emanuele. Presta la propria collaborazione allo screening mammografico ed in altre attività ospedaliere.

Storia:

La storia dell'AVO di Piacenza inizia 20 anni fa, quando un gruppo sparuto di persone tra diaconi e laici decisero di dar vita all'Associazione.

Tutto ebbe inizio durante il Sinodo Diocesano del 1990. Il diacono Nello Ziliani così racconta: “don Gianni Vincini, delegato vescovile per il Diaconato Permanente, in un incontro, spronò noi diaconi ad esprimere un segno che fosse visibile alla comunità cristiana della Diocesi. Feci la proposta di costituire l’AVO” . Alla proposta di Nello aderirono ben presto altri diaconi: Vittorio Epifani, Francesco Cavanna, Virginio Lombardi con la moglie Gabriella ai quali si unirono anche Cesare Santi con la moglie Gianna, Enrica Maffini, Claudio Carini, Marco Ceriati costituendo un gruppo di lavoro per gettare le basi dell’Associazione.

Si arrivò così alla costituzione ufficiale dell’Associazione davanti al notaio Pietro Fermi  Il 10 maggio 1990 nasceva l’AVO di Piacenza.

Nel 1991 venne organizzato il primo corso di formazione per aspiranti volontari ospedalieri seguito da  86 persone la maggioranza delle quali entrarono subito in servizio nei reparti di chirurgia e medicina. I primi tempi furono molto impegnativi: l’associazione doveva costruire una propria identità ed organizzarsi per poter portare avanti i propri scopi e le proprie finalità, i volontari avevano timore di sbagliare mentre cercavano di ritagliarsi un ruolo distinto ed una specifica deontologia all’interno del mondo ospedaliero.

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